Troppi sono i mali di questo secolo, cioè nati, sviluppati e radicati proprio in questo secolo. Certe malattie, l'inquinamento, l'iphone, il grande fratello, lo stress, la solitudine. E così via.
Tra questi ce ne è uno non sempre considerato al livello degli altri, ma che invece, ahimè, anche se esiste da sempre, certamente ha la sua massima espressione in questo periodo storico.
In grande voga, quasi cool, è insidioso, irritante e colpisce uomini e donne, indistintamente.
Nella Big come nella Ridente.
Di solito attecchisce su soggetti fragili come bicchieri di cristallo finissimo, mascherati però da donne virago o principessine, uomini brillanti tutto di un pezzo o saltellanti. Overacting, si direbbe nella Big.
Ecco quindi l'EGO che prepotentemente si fa largo portando a tutte quelle fastidiosissime forme chiamate egocentrismo, egoismo, essere egoriflessi ed egotimici, accentratori. In modo però esasperato.
Come si sa, una sana dose di egoismo è necessaria per affermare i propri desideri, ma va compensata da quella parolaccia che è altruismo, fondamentale per entrare in contatto con l'altro, e instaurare relazioni umane sane, equilibrate, in cui non si cercano solo i propri interessi ma si sanno cogliere anche quelli altrui. Dare e avere.
Insomma, non fa una piega. E INVECE.
E invece la maggior parte delle persone sono rimaste allo stadio infantile, quando tutto si prende e niente si offre.
Chissà come vivono bene, loro che non hanno altri pensieri se non se stessi. Poi sì, si tormentano perchè pestano i piedi (come i bambini) ma questo, cari miei egoriflessi, è il rovescio della vostra medaglia.
Quando mi imbatto in soggetti colpiti da ego prepotente (tra l'altro ho la sfiga di incontrarne tantissimi), facilmente li individuo grazie a pochi ma infallibili segnali. Ecco dunque tre macro categorie, pronte all'uso:
- Ciao, come sto: ti presentano un uomo o donna una sera e quando torni a casa ti accorgi che dopo aver chiacchierato parecchio con "te" in realtà l'individuo ciao come sto non ti ha chiesto nulla, quasi non hai parlato se non per fare tu domande a lui. Nemmeno ha voluto sapere le cose banali, tipo l'età, da dove vieni, che lavoro fai. Ha parlato da solo di se stesso, ovviamente buttandosi addosso complimenti, cantandosela e suonandosela. Tu sei un essere trasparente, utile solo perchè hai due orecchie, che, cosa che a loro non capita mai, ascoltano. I soggetti di questo genere stanno bene tra loro, perchè sono sulla stessa lunghezza d'onda, hanno gli stessi tempi, e le stesse fragilità e, soprattutto, non si ascoltano; parlano parlano, si celebrano gli uni con gli altri e poi vanno a casa sereni.
- Occhio di bue: sono quelli/quelle che temono di sparire agli occhi di chi hanno di fronte, quindi sono molto interessati all'altro solo in funzione di se stessi. Gli accentratori bulimici, quelli che per alimentare il loro Ego cominciano a contorcersi, saltellare, urlare, dimostrare, in preda a un bisogno primordiale -del bambino appunto- di mettersi in mostra. E quindi, hanno un tono di voce sempre più alto del tuo, interrompono, sono sguaiati, ridono troppo, si muovono troppo, parlano troppo. Odiano ogni forma di rifiuto, in amore come in amicizia. E quando fai loro notare questo comportamento impazzito -ovvero rifiuti il loro modo di essere, non li poni più al centro- si allontaneranno presto. E non c'è amore che tenga. Ti amano solo finchè si vedono riflessi nei tuoi occhi.
A me loro fanno tenerezza.
- E tu?: ecco, questi ogni tanto tentano un approccio altruista, ma non facendo parte della loro natura, non avendolo mai imparato, non riescono proprio. Passano per maleducati, disattenti e smemorati. In realtà no, sono i soggetti E tu? e temo siano proprio invalidi. E allora, dopo 30 minuti di celebrazione e racconti sulla loro vita, timidamente chiedono E tu? ed è il momento in cui vorresti sparire, perchè appena cominci a parlare ti accorgi che al minuto 2 hanno già perso l'attenzione. Non gli interessa assolutamente niente di te, e quindi sbadigliano, si guardano attorno, addirittura ti interrompono parlando di se stessi, perchè per loro è vitale ristabilire immediatamente gli equilibri. Tu altruista servi a questi individui nei momenti di solitudine, sei funzionale a riempire i loro vuoti, per questo ti cercano, ma solo fino a quando non hanno trovato niente di meglio non tanto rispetto a te, quanto al loro bisogno del momento che vogliono/possono soddisfare altrove. E quando ciò accade, ti lasciano lì, anche se si è insieme, non domandandosi neanche per sbaglio se tu stia bene, male, se sei a tuo agio. Mascherano questo atteggiamento con la classica frase "siamo adulti, vivi e lascia vivere". Per poi tornarti a cercare, ovviamente quando l'altro giochino li ha stancati.
Quindi inutile farsi sopraffare dal senso di esclusione. Portate pazienza, fino a quando stanchi di questo tira e molla potrete mandarli affanculo e liberarvene per sempre.
Si potrebbero trovare altre categorie, sotto categorie, varianti, innesti (per carità!) ma l'importante è riconoscerli e capire che su queste tipologie non si può troppo contare, uomo o donna, fidanzato o amica che sia (io ad esempio ho avuto un fidanzato E tu? ma anche uno Occhio di bue). Ottenuta questa consapevolezza, presi con il contagocce, andranno benissimo per qualche serata, cena o diversivo.
E sarà gratificante, questa volta per il tuo di Ego, caro altruista, osservarne le dinamiche e gioire perchè tu non ne farai mai parte.
Tanto loro non se ne accorgeranno, state sereni.



