Visualizzazione post con etichetta #tradimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #tradimento. Mostra tutti i post

mercoledì 31 ottobre 2012

Non è un mondo per coppie- Episodio1

Non è un mondo per coppie. Questo è l’assunto a cui siamo giunte una sera nella Ridente io e due amiche.
Saranno state le bottiglie di vino, sarà stato il diluvio universale, sarà la stanchezza del venerdì sera, ma è tragicamente vero.
Perché ti giri e vedi solo coppie che si sfasciano, coppie infelici, coppie che sono state felici, coppie che si tradiscono, oppure coppie anche felici ma che non si vedono mai, che non trombano mai, che il tempo è poco e la noia tanta.
Abbiamo voluto la parità? E ora pedaliamo.
Uomini viziati, mammoni e vanitosi, e donne virago incattivite.
Il panorama è sconcertante.
La strega cattiva detta anche suocera si insinua nelle coppie dai tempi dei tempi, la quantità di alternative, l’emancipazione, la tecnologia, la mancanza di punti fermi fanno il resto.
Voglio ancora pensare che incontrerò lui e durerà per sempre, ma su che basi? Io un paio di esempi felici a cui appellarmi li ho. Felici anche nelle difficoltà. Uniti anche nei litigi.
Ma giusto un paio.
Proprio proprio due.
Mi aggrappo a questi due e li stringo forte.
C’è ancora speranza.

lunedì 30 luglio 2012

Ho scoperto l'acqua calda


La dinamica è più o meno la seguente.
Vai a una di quelle feste milanesi che raggruppano un certo tipo di persone, tutti sono o si sentono più o meno artisti, più o meno creativi, più o meno blogger, più o meno fotografi, più o meno qualcosa. E io ci sguazzo.
Durante uno di questi imperdibili appuntamenti si palesa lui, il figo di turno, colui che in una forma o nell’altra se le è passate tutte quelle carine-me compresa. Lui che gli basta uno sguardo e una battutina brillante per farti cadere ai suoi piedi e nel suo letto.
Ora che però sono lucida e splendente lo analizzo in altro modo. Non basterebbe tutto il suo repertorio migliore per farmi cedere, lo stesso che a suo tempo eccome se mi aveva convinta.
Lo osservo e rifletto.
Eh già, lui è fidanzato adesso. Sì, perché dopo un anno o anche più di svolazzamento qua e là pare abbia messo la testa a posto, con una ragazza dotata di una certa bellezza e, apparentemente, anche simpatia. E allora ingenuamente (sì conservo ancora ancora un po’ di ingenuità sepolta da tutto sto cinismo) mi si riempie il cuore, perché mi dico che allora non è proprio solo uno stronzo. È uno che aveva bisogno di metabolizzare una fine prima di cominciare un nuovo inizio. Ci sta, è giusto.
Va beh, lui si aggira senza di lei per questa sera. Ma si sa, mica bisogna sempre presentarsi in coppia ovunque, siamo moderni, tu i tuoi spazi e io i miei (…)
Continuo a studiarlo, è appena arrivato. Si avvicina subito alla sottoscritta e all’amica, e ti accorgi che quell’occhio lì lo conosci fin troppo bene. Lo definirei lo sguardo trombino. Occhietto furbo e assassino, di chi ha già in mente come vuol finire la serata. Ma abbandono il pensiero, lui è fidanzato, foto e foto su facebook con il suo nuovo amore, in spiaggia, al parco, in piscina. Sorrisi e bellezza a profusione, bello lui, bella lei. Tutto bello, quindi.
Decidiamo di bere qualcosa insieme, e lui ci trascina con la sua parlantina e le domande di un certo spessore: prendiamo da bere? Ragazze balliamo un po’? Allora, trombi in giro?
Investita da tutta questa profondità comincio a sentirmi di troppo. Me ne rendo conto. Decido perciò di allontanarmi con un altro amico a  bere l’ultimo mortale Cuba, e giusto il tempo di arrivare al bancone che i due, lui il fico e lei l’amica, stanno limonando.
Tempo dell’operazione: 30 minuti circa dall’arrivo di lui alla festa.
Si intrattengono forse un’altra mezz’ora per poi andarsene, ognuno per i fatti suoi, a casa-lui dalla sua bella si presume.
Fine della storia.

Ora, però, avrei una serie di domande:
mi spiegate cosa spinge un uomo diciamo accoppiato da poco più di un annetto a presentarsi a una festa, fare un rapido giro di ricognizione, imbattersi in una, metterle la lingua in bocca e poi andarsene a casa?
La risposta non è almeno poteva portarsela a letto.
La risposta a me sfugge, seppur  calata in questa dimensione così improvvisata, destrutturata, liquida.
Cos’è? Il bisogno di conferme a 35 anni suonati dopo che per anni hai avuto storie, storielle, e tutte le ragazze che volevi?
Sei rimasto folgorato da lei e non hai resistito? Non credo, vista la rapidità della dinamica.
Eri sbronzo marcio da non capire chi fossi e sei scivolato su questa limonandola un po’ per poi dissolverti senza capire manco il suo nome? mi sembrava lucido a sufficienza.
Forse la risposta è che queste sono le classiche allegre corna, come le ha definite un amico commentando un mio precedente post. Succede, è normale così, meglio prenderne atto. Non rientra nei casi estremi e imperdonabili già elencati, piuttosto rientra in quello che si potrebbe definire un precariato esistenziale e quindi lo assolviamo (?) Boh a me fondamentalmente interessa poco, chissà a lei. Alla bella, che il giorno dopo appariva splendida e splendente in una foto tutta instagram sul profilo di lui.
Mi sento solo di aggiungere che qua c’è della premeditazione. A me è questo che urta e fa incazzare come una iena. Ma anche pensare che, ancora una volta, ho evitato un bel fosso.

lunedì 23 luglio 2012

L'arte di accontentarsi.


Amore a parte, corna anche, appena nella ridente cittadina arrivi a quell’età lì, i fattori  che salvano e aiutano a raggiungere l’obiettivo finale e sommo di sistemarsi sono l'improvvisa perdita di vista e udito unita alla inaspettata manifestazione di un'arte, quella di accontentarsi .
Tutto ciò è una manna dal cielo, per certa gente! foderandosi gli occhi con due belle fettine di prosciutto nostrano, magari tagliato non troppo sottile, si acquisisce il dono magico di non vedere varie ed eventuali.
Ad esempio: le scappatelle più o meno estreme citate nel post precedente -che poi tanto si perdonano sempre a una certa età!- o semplicemente come ci sei arrivato ai 30, o meglio con chi cavolotiaccompagni e di cui ormai non puoi più liberarti, causa la dura legge del 3.
Il prosciutto sugli occhi edulcora tutto. Arrivata alla soglia della famigerata età, se stai con uno che palesemente ti tiene lì come un soprammobile da anni, beh va beh, magari è il suo modo di amare.
Se stai con uno che ha preferito vivere dall’altra parte del mondo e non cagarti di pezza MAI, suvvia, dopo i 30 è uno che deve fare le sue esperienze.
L’assenza totale di rispetto in tutte le sue accezioni, dai 30 in poi è perché lui/lei sono un po’ così, un po’ …boh. fatti così, ecco non so, ma comunque così. Beh, ma è anche il loro bello.
C'è di buono che queste persone non perdono mai di vista l’obiettivo, che per tutti scatta dopo il numero X: per alcuni è più facile ottenerlo in automatico, e allora giù con matrimoni da favola, cioccolatiere d’argento e finti sorrisi per tutti. Per altri si deve lottare un po’ di più, e allora diventa un lento e faticosissimo cammino fatto di merda, su merda, su merda ma che poi finalmente là ti porterà. Alla meta, alla Meta. 
Anche in questo caso l’Amore (aggiungerei per se stessi) non c’entra niente.

mercoledì 18 luglio 2012

L’amore non c’entra.


Nel mio girovagare a fondo non ho intenzione di aprire una discussione sull’eterna e spinosa questione delle corna. No, perché non ne usciamo vivi.
Bensì, vorrei soffermarmi su una conversazione a cui ho partecipato, ma anche non partecipato, perché poi a un certo bel punto-sempre quello con il 3 davanti- è più dignitoso starsene zitti e ascoltare.
Pare, secondo questa visione, che un bel paio di corna, tutto sommato, si possa anzi si debba perdonare. Sempre.

E allora mi sono chiesta: sempre sempre? Cioè, non ci sono eccezioni? Tipo, invento, così per assurdo, anche se lui fa un figlio con un’altra (mentre sta con te, si intende)? Oppure anche se ti stai per sposare e immediatamente prima –e chi lo sa poi durante- ti sei passata come un telepass questo mondo e quell’altro? O che ne so, anche se lui continua ad assillare la ex, e la ex ex, e la ex ex ex?
La risposta c’è, ed è la seguente: sì, si deve sempre perdonare, sempre sempre……………….. dai 30 in su.
Eccerto, perché dopo i 30, e parlo dei 31/32, se becchi il tuo uomo o la tua donna che si fanno ripassare da qualunque essere vivente e non, si può chiudere un occhio di fronte all’immane, immensa, insostenibile, inconcepibile fatica di rimettersi in discussione a questa età e aggiungo io in questo luogo e in questo contesto.

Cioè, non sono parole mie, io riporto i fatti.

Ma ti pare che ricominci tutto da capo, a questa età? Che ti trovi da solo, devi conoscere qualcuno di nuovo, devi ricostruirti una tua vita che sia solo tua.. e la famiglia? E il matrimonio? (che anche se non ancora deciso ci sarà). Fai saltare tutto così?  Per un innocente corno senza alcun significato?
Suvvia, non scherziamo.

Ah, l’amore non c’entra niente, ma penso si fosse capito.