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martedì 2 luglio 2013

Fiori d'arancio


Tempo di matrimoni, tempo di bilanci e dalla Ridente pochi ma validi consigli per non sbagliare. Sempre che si faccia parte di un certo tipo di ambiente, ovvio. Io, come sempre in questo spazio, parlo del mio, di quella parte rassicurante che allontano e mi manca, che avvicino e poi ri allontano.
Comunque, le tradizioni di altri non le conosco.
Regole per il matrimonio socialmente impeccabile, "suggerimenti" che, tramandati di generazione in generazione, si sono ben radicati tra i giovani e futuri sposi chic di domani:

1. Dove
NON sposarsi in Chiesa è cosa brutta e cattiva. Di certo non perchè ci si senta profondamente credenti e praticanti,  ma perchè l'immagine in società prima di tutto. A ciò si aggiunge il fattore estetico, che mi trova in parte d'accordo se si tratta di celebrare la faccenda nel Municipio della Ridente. E' tristanzuolo forte.
Ci sarebbero alternative laiche in giardini o amene spiagge, ma portano fuori tadizione, fanno arrabbiare i genitori che poi ai loro amici come giustificano la cosa, e mi fanno troppo Brooke e Ridge. Meglio diventare improvvisamente timorati di Dio.

2. Lista
No alla lista nozze con IBAN per bonificare un contributo al viaggio. Non importa se è quello che gli sposi desiderano, importa che non è chic. Invece impostare una lista classica con una bel portacaramelle in cristallo abbinato al carrello dei liquori (immancabile in ogni casa) lo è molto di più.

3 Inutilità 1
Basta bomboniere, sono solo kitch e demodè. Questo è un vero consiglio rock, chè in effetti i cucchiaini d'argento o le ampolle di vetro soffiato ci hanno parecchio rotto i cojoni.

4. Inutilità 2
Sì al regalo fuori lista.
Ora, su questo punto io dico no; desidero qualcosa, lo dichiaro, metto su un baraccone fatto di tovaglioli abbinati ai centrotavola che diventa finalmente l'occasione per esaudire quanto richiesto e invece no, c'è sempre qualcuno che solo perchè il regalo fuori lista è più elegante e permette di distinguersi dagli altri, si rifiuta di partecipare. Voglio andare in Polinesia 24 giorni o desidero tantissimo quei sottobicchieri avorio, ma proprio quelli, non c'è alcun motivo perchè tu mi prenda un'altra cosa. E di solito sbagliando.

5. Testimoni
Sì all'affollamento all'altare. Più testimoni si hanno intorno, più si è socialmente  rilevanti.

6. Pacchetto combo
Quella bruttta e recente tradizione che nella Big ha preso piede, prevede di dividere la cerimonia dalla festa, magari anche facendo passare una settimana e differenziando gli invitati.
Ci vuole coraggio, si deve fare tutto in un'unica soluzione.

7. Viaggio di nozze
Seychelles è cheap, il target non è all'altezza.
L'Oriente è troppo esotico e spaventa.
America, Australia , Polinesia vanno bene.

8. Numero di invitati
Attenzione, perchè il numero perfetto pare esser lì, tra i 110 e 120. Meno è tollerato e apprezzato perchè mi va nella direzione del chic, ma senza esagerare che se no sembra che non hai amici.
Di più sei un tamarro.

9. Single
E poi, e poi, sospiro e sorrido perchè ci avviciniamo a un'età - forse già superata-  in cui presentarsi non accompagnati a un evento del genere comincia a essere eticamente e fortemente sconsigliato.

Non mi sono ancora chiare le posizioni sul lancio del bouquet (e se fosse cheap?) musica e balli (dj o band ? pianobar e karaoke ?) scherzi agli sposi (tasto dolentissimo).

Buon matrimonio a tutti!


mercoledì 29 maggio 2013

E luce fu


Quanta luce vedete voi ogni giorno? In questi giorni di pioggia poca lo so, ma parlo della luce tra due persone.  Nelle coppie fresche fresche sì, ma nelle coppie già avviate, quelle che si accompagnano da più tempo - e a volte si fanno compagnia da sempre- io intravedo una lucina, che sa di ombra. Non sempre, ovvio, non nelle coppie che qua ogni tanto celebro ritenendole, anche per motivi diversi, molto VintaZ.
Io ad esempio ho appena ricevuto una bella iniezione di luce che sapeva di film americano anni '50 ma con in più l'ingrediente della verità. E finalmente ho capito che la grande bellezza esiste.
L'ho vista ieri, in Piazza Duomo nella Big, in una meravigliosa cornice affrescata aveva un volto raggiante, i capelli biondi guarniti di fiori, si muoveva leggera nel suo abitino avorio che le metteva in risalto le gambe e il viso, nelle mani un bouquet prezioso e al suo fianco un Uomo che, a parte assomigliare a Matt Damon  il che non guasta, ha una cosa in comune con la donna che ha sposato: la luce, la luce negli occhi. Una luce accecante composta da amore, rispetto, protezione, bellezza.
Non c'è difficoltà oggettiva che i due non abbiano attraversato che possa averla spenta, non sono bastati gli ostacoli di fatto impegnativi da affrontare per incrinare la forza e la determinazione di costruire un percorso comune.
Quella luce, quella stessa luce tra loro, me la ricordo tale e quale fra le montagne innevate tre anni fa. Pensavo fosse l'effetto dei cristalli di ghiaccio con il sole.
Mi sbagliavo.