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mercoledì 5 febbraio 2014

La marmotta di Vancouver Island

Non ho un'opinione su tutto, per fortuna. Per questo da un po' di tempo non scrivo.
Potrei dirvi che, da qualche mese, seguo un corso di danza contemporanea che mi riporta con il cuore nella Ridente dove per anni ho ballato sentendomi veramente molto figa. Poi l'abruttimento, il mondo del lavoro, la Big e i suoi ritmi, le mille scuole di danza provate ma nessuna giusta per me. L'ho trovata solo ora, e ne sono felice. Odio la palestra così anonima, meccanica, ripetitiva, affollata, con vista su strada trafficata - dai è sempre o quasi così-, con i corsi dai nomi bizzarri ma nella pratica tutti uguali. Donne agguerrite e infelici, sudano come pazze, vivono lì dentro, hanno dimenticato il piacere di arrivare a casa la sera e godersi un bicchiere di vino davanti a un film, concedersi una fetta di torta e sdraiarsi a letto con libro e computer. 
Ho smesso anche di fumare, così, naturalmente. Fumavo poco, e ora mi interessa ancora meno. Ho raggiunto una tale autocontrollo che se ne fumo una al mese va bene, mi fermo lì e non ci penso mai.
Ho tagliato i capelli, un po', non tanto, ma accorcerò ancora.
Ho cominciato a cucinare più spesso, a curiosare tra i blog di cucina,  ad aver voglia di preparare qualcosa di mio dall'inizio alla fine.
Che noia, vero? Ma vi assicuro che non sono diventata miss perfettiny, nonostante non abbia ancora iniziato a drogarmi (cosa ormai più rara della marmotta di Vancouver Island);  continuo a non sopportare le stronzette che popolano il mio ufficio, le schienate che di tanto in tanto incontro in giro, le gattemorte, i paraculi arrogantelli e le tizie che instagrammano la loro disperazione dando a me e alle mie amiche materiale succoso su cui di tanto in tanto discutere e scherzare, velenose come vipere.
E poi sabato sera sono tornata a casa con un mojito di troppo in corpo con conseguenze da adolescente l'indomani mattina.
Per fortuna non ero sola. Perché, nel frattempo, mi sono pure innamorata.


giovedì 26 settembre 2013

Kryptonite



Ho capito che non è un problema geografico, perchè puoi abbandonare la Ridente per la Big, tornare nella Ridente il weekend e dimenticarti della Big, puoi viaggiare e cambiare città, che tanto loro sono ovunque, fanno parte della nostra esistenza e bisogna conviverci. E difendersi.
Lontane anni luce dalla mia idea di Femmina, ma preoccupantemente vicine a quella di troppi uomini, medi o no. Le gattemorte, che in realtà sono vivissime. Così perfettinamente impacchettate, con le loro espressioni da pulcini spauriti e le pose da scolarette un po' timorate.
Tutto è studiato per far capitolare l'uomo che, si sa, è mediamente stupido e guidato dal fatto che possa immaginare fantasie erotiche strabilianti con queste ragazze dallo sguardo un po' verginale, che ecco loro non sanno bene come si fanno certe cose, e invece le sanno fare eccome, ma non sta bene, eh no che non sta bene, e quindi adottano tutta una serie di pose certificate e riconosciute per titillare il senso di protezione del maschio alfa.
Pose falso infantili, tono di voce simile a quello di una perpetua, risatine sceme, sguardo da cerbiattona sempre un po' intimidito perchè loro non guardano negli occhi, loro si nascondono fintamente imbarazzate, quando in realtà già stanno pensando a come tramortire il maschio inconsapevole di turno, perchè l'obiettivo è conquistare, e ottenere.
Non hanno carattere, sono solo molto furbe, si concedono ma mica subito e soprattutto non eccessivamente. Non sperimentano perchè vivono di cliché, e quindi a parte gridare come pazze e fare tutto quello che vuole l'uomo, hanno l'inventiva di un criceto nano.
Regalano un cd a Natale, perchè il pensiero è quello che conta, a fronte però di un costosissimo gioiello che casualmente avranno segnalato al povero imbecille che ha abboccato.
Trovano una barriera solo in quei casi in cui si imbattono in uomini, molto pochi, alla ricerca di donne meno costruite, più indipendenti e dal sorriso aperto. Per la gattamorta questa è la vera kryptonite. Teniamolo presente e andiamo avanti.